venerdì 26 ottobre 2012

Link link link (wedding e no)

Siamo già a venerdì? E il post sulle nuove wedding planner? E il post settimanale sulla trasformazione da neosposinavivocoimiei in massaia (dovreste vedere che orlo ai pantaloni ho fatto ieri... orrendo!)? Non ho fatto niente di niente, ma spero possiate comprendermi. Qui è stata una settimana estiva, con sole e mare in abbondanza. Quindi ho deciso di rimandare tutto alla prossima settimana, di pioggia, freddo, vento.

Link per un fine settimana pigro.

  • Non si dice piacere. Il titolo del blog mi lasciava perplessa -  chi è che non dice più piacere? Fanatici! - Ma è un blog bellissimo, ironico, modaiolo, divertente e pure utile.
  • Un matrimonio in montagna con tutto quello che è di moda oggi: rusticità, pizzi, vintage, shabby, farfallini, uccellini e persino la macchina da scrivere su Style me pretty
  • Gestire il bouquet da sposa secondo Silvia alias Magnolia Wedding Planner
  • Il viaggio in Polonia del Cavoletto
  • Attività musicali da fare con il nano:  in pubblico soft, ma a casa si balla


mercoledì 17 ottobre 2012

3 tendenze floreali viste in giro


Mentre continua la discussione sul lavoro della wedding planner e, sicuramente, riprenderò anche qui il filo del discorso, torniamo a parlare di tendenze di nozze. 
Parlando di un argomento che personalmente amo molto: fiori e decorazioni floreali.  Dite quello che volete, ma senza fiori (o al massimo piante, sono generosa!) non è una festa (va bé, sono sicura che ci sarà qualcuno capace di dimostrare il contrario, ma non capisco perché privarsi di una cascata di fiori il giorno delle nozze, davvero). 
Quest'anno hanno spopolato tre tendenze forti che molto probabilmente continueranno ad imporsi per il 2013: appendere tutto l'inmpossibile, fiori compresi, i candelieri e le ghirlande.

1. I fiori appesi. La fotografia di diverse bottiglie con un solo fiore o un piccolo mazzetto appese ad un nastro non vi sarà certo nuova, perché pare sia una delle tendenze più attuali della disposizione floreale , così come le gabbiette decorate appese agli alberi e le margherite nel barattolo ideali per i matrimoni in stile rustico romantico.

Credo che questa fotografia sia l'inizio di questa tendenza


Barattoli di latta su greenweddingshoes.com


www.allatwitter.com

lunedì 15 ottobre 2012

Non è un paese per wedding planner

Finalmente anch'io posso usare come titolo l'abusatissimo titolo. Sembra che il nostro non sia un Paese per nessuno, vero? Non è un paese per donne, non è un paese per giovani, non è un paese per vecchie, non è paese per insegnanti e neppure per turisti, ma neanche per elfi per dire. A questo punto non vedo perchè debba essere un Paese per wedding planner, anche se sembra a volte che sia un Paese di wedding planner.
Ho letto il post di fatamadrina Siamo seri, per favore in cui Barbara spiega perchè sconsiglia di intraprendere questa professione. 
Secondo Barbara, innanzitutto, la figura della wedding planner non è ancora ben compresa da noi. E qui credo usi un eufemismo. Io, personalmente, ho sentito parlare di wedding planner che gestiscono una cartoleria (così si risparmia anche sulle partecipazioni), che fanno le fioraie (manco a dirlo su cosa si risparmia), che hanno una bellissima location (ma allora sono le coordinatrici di QUELLA location), che gestiscono un servizio di catering (uguale al discorso sulla location) e, giuro, che hanno un centro estetico (qui non commento). Insomma, le wedding planner stesse ci mettono del loro a non far capire a cosa caspita serve una wedding planner. E il cliente è spaesato, oltre alla costante ricerca di un risparmio vero o presunto che sia.
Un risparmio che si cerca costantemente su tutto, perchè... son finiti i soldi! E avere la wedding planner fa ancora figo, ma non ci sono i soldi per pagare questo servizio misterioso, e allora va bene tutto pur di dire "la mia wedding planner", anche se alla fine è l'edicolante sotto casa e il suo lavoro - su cui si è risparmiato - è quello di produrre un book con i ritagli delle riviste sposa in esubero.
Devo anche aggiungere che non si è risparmiato e si son buttati via cento euro?
Nel giro di pochi anni, poi, si sono affacciate sul mercato tante giovani volenterose che vogliono fare questo lavoro. Vero, ma perchè? Perchè è un lavoro molto bello, in cui si sostengono le persone nel momento più magico della loro vita, perchè implica creatività e organizzazione, pechè ci si veste bene e si mangiano dolci deliziosi. Un po' di verità, un po' di cliché, un po' di speranze.
Peccato che sia un lavoro che richiede soprattutto doti imprenditoriali e manageriali, che in gran parte sia costituito dal gestire rogne e che serva un capitale iniziale non indifferente, come fa prosaicamente notare Barbara.
Insomma, pensate ancora, in  questo periodo di crisi, che sia un lavoro dei sogni?


martedì 2 ottobre 2012

lunedì 1 ottobre 2012

Solo blogger, grazie!

Quant'è che non scrivo sul blog? Un secolo? Bé, in questo secolo di lontanza dal blog, ho veramente cambiato prospettiva e tu, fedele lettrice, che aspetti con - poca, anzi quasi niente - ansia un nuovo post sui matrimoni vintage chic fai da te, temo sarai delusa anche oggi. Perché oggi non pubblicherò neanche una fotina! (Tiè! cercatele su Pinterest)

Nel 2007, Sì, lo voglio! era - credo - l'unico blog italiano a parlare di organizzazione di matrimoni. I miei miti erano Style me pretty, Snippet and Ink e la Noemi Oddone di spose perfette, poi diventata wedding planner (ok Noemi era più un'amica). E volevo fortissimamente che Sì, lo voglio! portasse un po' di quello stile tra tanti matrimoni nazionalpopolari.

Aborrivo la foto in posa con zia Claretta con gli occhi chiusi, il reportage squallido con cugino Vincenzo con il naso rosso e - Cielo! - la bottiglia dell'acqua - la squallida bottiglia dell'acqua con la sua propria etichetta da bottiglia dell'acqua, e non l'etichetta amorevolmente coordinata ai colori del matrimonio - la bottiglia dell'acqua San Pellegrino sul tavolo.

Odiavo gli abiti meringa con tutta me stessa.

E vogliamo parlare delle bomboniere? Quegli squallidi prendipolvere?

Mi piacevano i matrimoni chicchissimi, ma quelli belli veramente, quelli americani, con sposi figosissimi che si facevano tutto da sè - eh! certo magari erano event planner di mega agenzie - che erano una celebrazione - ma elegante! - dell'amore.

Dal 2007 ad oggi, i wedding blog italiani sono diventati numerosi, sono ben curati, catturano le tendenze, raccontano storie romantiche. E in questa pausa di riflessione - altrimenti detto disinteresse TOTALE verso i matrimoni - mi sono chiesta, ma c'è ancora spazio per questo blog? Ha ancora senso?

La risposta è abbastanza ovvia, se sono qui adesso.... Però, insomma, vediamo se c'è un'altra prospettiva da cui guardare all'organizzazione delle nozze. Dopo qualche mese senza aver letto neanche una riga sul tema, torno. Ma solo da blogger, grazie!